Primo centenario Grande Guerra

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Proposta presentata al bando di Concorso per la realizzazione del marchio e dell’immagine grafica coordinata della Grande Guerra (luoghi e memorie).

CLIENTE: Regione Veneto
PROGETTO: Branding
in collaborazione con A POSITIVO

Si dice che la Grande Guerra abbia molte facce: quella dei ragazzi del ʼ99, quella degli interventisti, quella dei pacifisti, quella dei benestanti e quella dei meno ricchi. Certo, poi la guerra quando scoppia non guarda di sicuro alle ideologie e delle differenze sociali: la guerra ha la grande capacità di rendere tutti uguali, senza troppe distinzioni. Eppure, cʼè qualcosa che prescinde dalla guerra in sé e che ha caratterizzato il primo conflitto mondiale: mai prima di allora lʼuomo e la natura avevano vissuto così in simbiosi. Durante questo conflitto, gli uomini si sono mescolati con la terra come non era mai avvenuto prima: fino a cambiare, gli uni e lʼaltra. Nella terra hanno scavato le loro trincee, e dentro le trincee hanno portato le speranze, i dolori, le passioni e le imprecazioni. Noi, un secolo dopo, abbiamo voluto ridare un volto alla guerra. Un volto ripulito dove non cʼè traccia di fango, pioggia, sporcizia e stanchezza. Un volto simbolo di un nuovo incontro tra lʼuomo e la terra, dove lʼuno è il sostegno dellʼaltra e il segno grafico li racchiude entrambi: per sottolineare a colpo dʼocchio tanto lʼelemento umano quanto lʼaspetto territoriale. Il profilo del soldato che divide in due il Veneto è un omaggio a quelli che in questa terra hanno lasciato i migliori anni della loro vita, a quelli che hanno avuto paura, a quelli che hanno avuto coraggio, a quelli più sfortunati che su questa terra se ne sono andati. Per sempre.
Un profilo, perché non servono troppi dettagli per definirlo, perché è bello pensare che ognuno possa vederci i lineamenti che vuole, perché ciascuno lo può completare con le sue emozioni e i suoi ricordi. Un profilo, perché tratteggiare il volto di una persona con un profilo è il modo più delicato che ci sia ed è quindi lʼossimoro più stridente contro le barbarie della guerra stessa. Cʼè un taglio che accarezza il volto del soldato e attraversa il Veneto. Ci ricorda che trincee, strade e gallerie sono testimonianze concrete, e tuttʼora presenti, in tutto il Veneto: ferite cicatrizzate, ma non scomparse, che attraversano il paesaggio e continuano a tramandare il racconto di una delle vicende più drammatiche dellʼumanità. Eppure, questo taglio vuole lasciare anche un messaggio di speranza: visto con gli occhi innocenti di un bambino è un raggio di sole che sorge alle spalle del soldato, gli scalda il viso e illumina il futuro con un raggio di luce.